Il vulcano Teide visto dall'altopiano di Las Cañadas
Il vulcano Teide visto dall'altopiano di Las Cañadas — foto: Ingo Mehling · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Un'ora d'auto che cambia paesaggio

Il Parque Nacional del Teide si raggiunge in circa un'ora d'auto dal sud dell'isola. È poco, e proprio per questo colpisce: in poche decine di chilometri il paesaggio cambia completamente, dalla costa arida alla pineta, dalla pineta all'altopiano vulcanico.

La strada sale con continuità e con parecchie curve. Non è difficile, ma va guidata con calma, soprattutto al rientro se si scende con il buio.

Il parco e il vulcano

Il parco ospita il vulcano Teide, patrimonio UNESCO e vetta più alta di Spagna. Il paesaggio è quello di una caldera vulcanica: colate solidificate, rocce erose dal vento, colori che vanno dall'ocra al nero al rosso.

È un ambiente che non assomiglia a niente di quello che si è visto lungo la costa. Vale la pena metterci il tempo che merita, invece di attraversarlo di corsa per dire di esserci stati.

Percorsi per tutti i livelli

I percorsi escursionistici coprono tutti i livelli, quindi non serve essere allenati per vedere il parco: si sceglie in base al tempo a disposizione e alla voglia della giornata.

Chi vuole camminare poco trova sentieri brevi che partono dai punti di sosta lungo la strada; chi vuole camminare davvero ha di che scegliere. L'accesso ad alcuni itinerari è regolamentato: le condizioni aggiornate si verificano sui canali ufficiali del parco prima di partire.

La quota si fa sentire

Il parco sta in alta quota, e questo ha due conseguenze pratiche. La prima è la temperatura: anche in estate, lassù fa parecchio più fresco che sulla costa, e una felpa in auto è la scelta che si ringrazia di aver fatto.

La seconda è il fiato: chi arriva dal livello del mare e si mette a camminare in salita sente la differenza. Non è un problema, è solo un motivo per andare più piano.

I cieli notturni

I paesaggi vulcanici sono spettacolari di giorno, ma è di notte che il Teide dà il meglio: i cieli sono straordinariamente limpidi, e questa è una delle ragioni per cui il posto è noto ben oltre l'isola.

Chi vuole vedere le stelle deve però mettere in conto il rientro: la strada è tortuosa al buio e la stanchezza dopo una giornata intera si somma. Programmare la discesa con calma è parte dell'escursione.

La salita, tratto per tratto

Partendo dal sud si sale attraversando fasce di vegetazione che cambiano con la quota. Si lascia la costa arida, si attraversa la zona intermedia e si entra nella pineta di pino canario, la specie endemica che caratterizza questa fascia dell'isola.

Il pino canario è una pianta straordinaria: resiste al fuoco e ricaccia dal tronco bruciato, il che spiega perché queste pinete sopravvivano in un ambiente vulcanico. Attraversarle in auto, con la luce che filtra tra i tronchi, è già parte dell'escursione.

Poi la pineta si dirada e si entra nell'altopiano. Il cambio di scenario è netto: da un momento all'altro l'orizzonte si apre e il paesaggio diventa minerale.

Cosa vedere una volta su

Il parco offre punti di sosta lungo la strada da cui si accede a brevi percorsi e a punti panoramici. Chi ha poco tempo può limitarsi a questi e vedere comunque la parte più caratteristica dell'altopiano.

Chi vuole camminare davvero trova una rete di sentieri con difficoltà differenti. Alcuni itinerari, in particolare quelli che portano in vetta, richiedono autorizzazioni o sono soggetti a limitazioni: le condizioni aggiornate si verificano sui canali ufficiali del parco prima di partire, non una volta arrivati.

Rientrare senza fretta

La discesa verso il sud richiede attenzione. La strada è tortuosa e, dopo una giornata passata in quota, la stanchezza si somma alle curve.

Chi resta per il cielo stellato deve mettere in conto un rientro notturno su strada di montagna. Non è pericoloso, ma va affrontato riposati e con calma: è la parte dell'escursione che si tende a sottovalutare.

Un'alternativa per chi non se la sente è salire nel pomeriggio, restare per il tramonto e scendere subito dopo: si perde la parte astronomica, ma si vede comunque la luce migliore della giornata.

Da portare: felpa o giacca a vento anche d'estate, acqua, protezione solare, scarpe chiuse. Da verificare prima di partire sui canali ufficiali del parco: condizioni meteo, accessibilità dei sentieri ed eventuali limitazioni di accesso.

Il Teide è l'escursione che giustifica l'auto. Si parte dal mare, si arriva su un altopiano vulcanico, e la sera si torna a Costa del Silencio come se si fosse stati in un altro paese.

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