Il malpaís
Malpaís è il termine con cui alle Canarie si indicano le distese di lava solidificata, dal terreno accidentato e difficile da attraversare. Il nome dice tutto: sono "cattive terre", inospitali per l'agricoltura e per il cammino.
Sono anche fra i paesaggi più interessanti dell'isola, perché mostrano la struttura vulcanica senza filtri: la roccia è lì, con la forma che aveva quando si è raffreddata.
Le piante che ce la fanno
In questi ambienti crescono piante adattate all'aridità estrema: le tabaibas, euforbie dal portamento arrotondato e dal lattice bianco, e i cardones, grandi euforbie candelabriformi che sono uno dei simboli vegetali dell'arcipelago.
Sono piante che hanno risolto lo stesso problema dei cactus americani con soluzioni diverse: immagazzinare acqua, ridurre le foglie, resistere al vento salmastro.
I monumenti naturali costieri
Il sud ha diverse aree protette che tutelano formazioni vulcaniche di rilievo. La più vicina a Costa del Silencio è Montaña Amarilla, con le sue formazioni ocra e i sentieri segnalati che si affacciano sull'oceano.
Si tratta di ambienti fragili: le regole di accesso e il divieto di raccogliere materiale non sono formalità, sono l'unico modo perché restino così.
L'oceano come confine
Tutto il paesaggio del sud finisce nello stesso posto: l'Atlantico. La costa alterna tratti rocciosi, piattaforme laviche e insenature sabbiose, e il contrasto tra la roccia scura e l'acqua è la cifra visiva di questa parte dell'isola.
È anche il motivo per cui i tramonti qui funzionano così bene: non c'è niente che li interrompa.
Come guardarlo
Il consiglio è semplice: rallentare. Il paesaggio del sud non ha nulla di spettacolare a prima vista, e chi lo attraversa in auto guardando avanti non vede niente.
Basta fermarsi e camminare mezz'ora su un sentiero segnalato per accorgersi di quanta vita c'è in un posto che sembrava vuoto.
Perché il sud è così arido
L'aridità del sud non è casuale: dipende dalla conformazione dell'isola. La dorsale montuosa centrale intercetta l'umidità portata dai venti dominanti, che si scarica sui versanti settentrionali lasciando il sud all'asciutto.
È lo stesso meccanismo che rende il nord verde e coperto di nuvole basse mentre il sud resta soleggiato. Due facce della stessa medaglia geografica, a poche decine di chilometri di distanza.
Capire questo aiuta a leggere il paesaggio: quello che sembra desolazione è in realtà il risultato preciso di una configurazione orografica.
La vita nelle condizioni estreme
Le piante che popolano il malpaís hanno tutte risolto lo stesso problema: sopravvivere con pochissima acqua, molto sole e vento salmastro. Le tabaibas immagazzinano riserve nei tessuti carnosi, i cardones crescono a candelabro riducendo la superficie esposta.
Accanto a loro vive una fauna discreta: lucertole endemiche che si vedono sfrecciare sulla roccia calda, uccelli adattati agli ambienti aperti, insetti specializzati.
È un ecosistema che sembra povero e non lo è. Ha semplicemente meno biomassa e molta più specializzazione.
Come leggere una colata
Chi cammina su un malpaís vede la superficie della lava così com'era quando si è raffreddata. Le forme cambiano a seconda della fluidità e della velocità del flusso: superfici lisce e ondulate in alcuni casi, blocchi spigolosi e caotici in altri.
Non serve nessuna competenza per accorgersene: basta guardare a terra invece che davanti. È la differenza tra attraversare un paesaggio e vederlo.
Il consiglio, ancora una volta, è rallentare. Mezz'ora su un sentiero segnalato cambia completamente l'idea che ci si fa di questa parte dell'isola.
Il sud di Tenerife non è un paesaggio che si impone. È un paesaggio che si concede a chi si ferma, e allora non lo si dimentica più.
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