Il principio: due climi in un'isola
Nel sud si sta in maniche corte praticamente sempre. In quota, al Teide, la temperatura è un'altra: anche in estate lassù fa fresco, e in inverno può fare freddo davvero.
Chi mette in valigia solo abbigliamento da spiaggia si preclude l'escursione più importante dell'isola, o la fa male. Bastano pochi capi in più.
Per il mare e la piscina
Costume, ciabatte, telo da mare personale. La biancheria da bagno del soggiorno è inclusa, ma un telo da portare in spiaggia è un'altra cosa.
Le ciabatte non sono un dettaglio: la sabbia scura vulcanica delle spiagge del sud, nelle ore centrali, diventa rovente.
Per le camminate
Scarpe chiuse con suola solida. I sentieri di Montaña Amarilla e quelli del parco del Teide sono su terreno vulcanico, irregolare e in alcuni tratti friabile: le infradito non sono un'opzione.
Uno zaino piccolo e una borraccia completano il set. Sui sentieri del sud l'ombra è quasi sempre assente.
Per il sole e il vento
Protezione solare alta, cappello, occhiali. La latitudine e la quota fanno sì che il sole sia più diretto di quanto si è abituati a pensare.
Il vento è l'altro fattore: gli alisei soffiano con regolarità, e un capo antivento leggero serve più spesso di quanto si immagini, anche in estate.
Per le serate
Una felpa o una giacca leggera. Le serate nel sud sono fresche in inverno e comunque più fresche del giorno in ogni stagione.
Chi ha in programma il Teide di notte, per i cieli stellati, deve salire di categoria: lassù, dopo il tramonto, la temperatura scende parecchio.
Vestirsi a strati
Il principio che risolve Tenerife è quello dell'abbigliamento a strati. Non serve portare due guardaroba: serve poter aggiungere e togliere.
Una maglietta, una camicia leggera, una felpa e un guscio antivento coprono praticamente tutte le situazioni che si incontrano tra la costa e la quota, in qualsiasi stagione.
Chi viaggia con bagaglio a mano apprezza che questo set occupi poco spazio: il volume in valigia se lo prendono le scarpe, non i capi leggeri.
Le scarpe: due paia bastano
Servono due tipi di calzatura: qualcosa di aperto per spiaggia e piscina, e un paio chiuso con suola scolpita per i sentieri.
Il secondo paio è quello che spesso si dimentica, ed è quello che serve davvero. I terreni vulcanici sono irregolari e abrasivi, e una suola liscia su pietrisco è scomoda e poco sicura.
Le scarpe da ginnastica da città funzionano per le camminate facili; per il parco del Teide conviene qualcosa di più solido.
Sole, acqua e piccole cose
La protezione solare va scelta alta e va usata anche nelle giornate ventilate: il vento inganna e la sensazione di fresco fa dimenticare quanto il sole sia diretto.
Una borraccia è utile ovunque, e diventa necessaria sui sentieri, dove non ci sono punti di ristoro. Sui percorsi costieri del sud non esiste ombra.
Il resto — costume di ricambio, telo, un cappello, gli occhiali — è ovvio ma va detto: sono le cose che ci si accorge di aver dimenticato solo il primo giorno.
Tutto quello che manca si compra sull'isola senza difficoltà: il sud è ben servito e non c'è nulla di introvabile. Questo vale soprattutto per chi viaggia leggero: meglio partire con poco e integrare sul posto che portarsi dietro una valigia piena di cose per ogni evenienza.
Chi alloggia in un appartamento con lavatrice ha un vantaggio ulteriore, e cambia i conti: due settimane si fanno con il bagaglio di una, lavando a metà soggiorno. È la ragione per cui, per i soggiorni lunghi, conviene sempre verificare se la lavatrice c'è.
L'ultima cosa da mettere in valigia è un adattatore che non serve: la Spagna usa le prese europee standard, quindi chi arriva dall'Italia non ha nulla da procurarsi.
Non serve una valigia grande. Serve una valigia che sappia che in questa isola, nella stessa giornata, si può passare dalla spiaggia a duemila metri.
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