Le formazioni vulcaniche ocra di Montaña Amarilla affacciate sull'oceano
Le formazioni vulcaniche ocra di Montaña Amarilla affacciate sull'oceano — foto: Diego Delso · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Perché si chiama così

Il nome viene dal colore: le formazioni vulcaniche di Montaña Amarilla hanno un giallo ocra che si vede da lontano e che cambia intensità con la luce del giorno. Al mattino è più pallido, nel tardo pomeriggio si accende.

È un monumento naturale, cioè un'area protetta: il paesaggio che si attraversa è quello originario di questa parte dell'isola, senza costruzioni, senza vegetazione che lo addolcisca.

La camminata

Ci sono sentieri segnalati, ed è quello che si viene a fare qui: si sale, ci si affaccia, e i panorami si aprono sull'oceano. Non è un'escursione impegnativa in senso alpinistico, ma va affrontata con la testa giusta: il terreno è vulcanico e in alcuni tratti la roccia è friabile.

Restare sui sentieri segnalati non è una formalità burocratica: serve a non danneggiare un ambiente fragile e a non finire in punti in cui il bordo è meno solido di quanto sembri.

Un ambiente diverso dalla costa attrezzata

Quello che colpisce di Montaña Amarilla è il contrasto con il fronte mare che si trova pochi chilometri più a nord. Qui non c'è niente: nessun chiosco, nessun ombrellone, nessuna musica. Solo roccia, vento e oceano.

È il motivo per cui vale un'uscita dedicata anche se la si può liquidare in poco tempo: l'esperienza è tutta nel silenzio, e il silenzio non si consuma in fretta.

Quando andarci

Non c'è ombra lungo il percorso, e il sole del sud di Tenerife è diretto. Le ore giuste sono la mattina presto o il tardo pomeriggio: nel mezzo della giornata la camminata diventa un esercizio di resistenza.

Acqua, cappello e scarpe chiuse sono il minimo indispensabile. Il resto lo fa la luce.

Come si è formata

Il rilievo di Montaña Amarilla è di origine vulcanica, e la sua forma racconta il modo in cui si è generato: un edificio eruttivo poi modellato dall'erosione del mare e del vento, che ne ha tagliato un fianco lasciando in vista la stratificazione della roccia.

È proprio quella parete esposta a dare il colore che dà il nome al posto. Il giallo ocra deriva dall'alterazione dei materiali vulcanici, e cambia tonalità a seconda dell'ora e della quantità di luce diretta.

Per chi non ha alcuna familiarità con la geologia vulcanica, è una lezione visiva che si capisce senza bisogno di spiegazioni: la struttura è lì, leggibile a occhio nudo.

Il percorso, passo per passo

L'accesso avviene dai sentieri segnalati che partono dalla zona costiera. Il dislivello non è importante e la camminata resta alla portata di chiunque cammini con regolarità, ma il terreno è irregolare e in alcuni tratti scivoloso per via del pietrisco.

Le scarpe chiuse con suola scolpita non sono un consiglio da manuale: sono la differenza tra una passeggiata piacevole e una camminata scomoda. Le infradito, qui, non funzionano.

Una volta in alto, il colpo d'occhio si apre sull'oceano e sulla costa. Non c'è nessuna infrastruttura, nessun punto di ristoro, nessuna ombra: quello che si porta è quello che si ha.

Rispettare un ambiente fragile

Trattandosi di un'area protetta, valgono regole precise: si resta sui sentieri, non si raccoglie materiale vulcanico, non si lasciano rifiuti. Non sono formalità burocratiche.

In ambienti aridi come questo la vegetazione cresce lentamente e i segni del passaggio umano restano per anni. Una scorciatoia tagliata fuori sentiero diventa un solco permanente, e il paesaggio che si è venuti a vedere si degrada un pezzo alla volta.

Da tenere presente: è un'area naturale protetta. Restare sui sentieri segnalati, non raccogliere materiale vulcanico, non lasciare rifiuti. Il paesaggio si conserva così com'è solo se chi lo attraversa lo lascia com'era.

Montaña Amarilla è la meta più vicina fra quelle che meritano un'uscita dedicata. Si va, si cammina un'ora, si torna: e la giornata è già cominciata bene.

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